La Sala Meridiana, detta anche Sala dei Passaggi, prende il nome dalle particolari aperture presenti sulla copertura del torrione, chiamate asole meridiane. Queste aperture erano orientate lungo la direzione nord-sud del meridiano locale e permettevano di osservare con estrema precisione il passaggio degli astri nel cielo.
In questa sala si svolgevano alcune delle più importanti osservazioni astronomiche dell’Osservatorio ottocentesco. Lo scopo principale non era soltanto lo studio degli astri, ma soprattutto la determinazione precisa del tempo e della posizione delle stelle, attività fondamentali per la navigazione, la cartografia e la costruzione dei calendari astronomici.
Tra gli strumenti più importanti conservati in questa sala vi è lo Strumento dei Passaggi costruito nel 1826 dal celebre ottico e scienziato modenese Giovanni Battista Amici. Lo strumento era costituito da un cannocchiale montato su un asse orizzontale orientato est-ovest, in modo che potesse ruotare esclusivamente nel piano del meridiano celeste. Quando una stella attraversava il meridiano, l’astronomo registrava con precisione l’istante del passaggio utilizzando un orologio siderale.
Nella stessa sala è conservato anche il Cerchio Meridiano costruito nel 1823 da Georg Friedrich von Reichenbach e Traugott Leberecht von Ertel, tra i più importanti costruttori di strumenti astronomici dell’Ottocento. Questo strumento rappresentava un’evoluzione ancora più sofisticata rispetto allo strumento dei passaggi, poiché permetteva non solo di registrare il momento del transito di una stella sul meridiano, ma anche di misurarne con precisione l’altezza sull’orizzonte grazie a un grande cerchio graduato collegato al cannocchiale.
La struttura massiccia e le basi in muratura servivano a ridurre al minimo vibrazioni e oscillazioni che avrebbero potuto compromettere la precisione delle osservazioni. Le colonne sulle quali poggiano i cannocchiali sono inserite direttamente nel grande arco della sala Amici progettato appositamente dall’Ing. Gusmano Soli.

Accanto alla Sala dei Passaggi si trovava la cosiddetta Sala dei Pluviometri, destinata invece alle osservazioni meteorologiche. Qui erano installati strumenti posti in corrispondenza di una tubazione collegata a un collettore che si trovava sul tetto dell’Osservatorio e che convogliava l’acqua piovana direttamente all’interno della sala per consentirne la misura e la registrazione anche durante eventi intensi o in condizioni meteorologiche difficili.
Uno degli strumenti più preziosi conservati dall’Osservatorio è il Collettore orario di Domenico Ragona, ideato nel 1876 dal direttore dell’Osservatorio Domenico Ragona. Lo strumento era progettato per registrare la quantità di precipitazione caduta nelle diverse ore della giornata. Al suo interno un recipiente suddiviso in ventiquattro comparti, uno per ogni ora, ruotava grazie a un meccanismo a orologeria, permettendo così di raccogliere separatamente la pioggia caduta ora per ora.
Si trattava di uno strumento estremamente avanzato per l’epoca, capace di fornire informazioni dettagliate sull’intensità e sulla distribuzione temporale delle precipitazioni, dati ancora oggi molto importanti per lo studio degli eventi meteorologici estremi e del clima.
Originariamente l’Osservatorio era inoltre dotato di una cupola astronomica in lamiera, rimossa nel 1906 quando le osservazioni meteorologiche iniziarono progressivamente a sostituire quelle astronomiche. Nel 2001, durante gli interventi di restauro e riqualificazione della Torre, la cupola è stata ricostruita restituendo al torrione il suo aspetto storico originario.
