L’Osservatorio Geofisico di Modena conserva un importante patrimonio di strumenti scientifici utilizzati nel corso dell’Ottocento e del primo Novecento per lo studio dell’astronomia, della meteorologia e della misura del tempo.
Questi strumenti testimoniano l’evoluzione delle tecniche di osservazione e della ricerca scientifica, nonché il contributo di figure di rilievo come Giovanni Battista Amici, Giuseppe Bianchi e Domenico Ragona. Accanto agli strumenti originali, alcuni sono oggi valorizzati attraverso modelli tridimensionali che ne permettono una fruizione interattiva.
Strumenti astronomici
Strumento dei passaggi di Giovanni Battista Amici (1826)
Lo strumento dei passaggi, costruito dall’ottico e scienziato modenese Giovanni Battista Amici, è utilizzato per determinare l’istante esatto del passaggio di un astro al meridiano.
La misura del tempo di passaggio consente di ricavare una delle coordinate equatoriali dell’astro, l’ascensione retta; viceversa, conoscendo la posizione della stella, lo strumento permette di verificare e regolare con precisione gli orologi siderali.
È costituito da un cannocchiale montato su un asse orizzontale orientato est-ovest, in modo da descrivere il piano del meridiano celeste durante la rotazione. Il suo utilizzo è strettamente legato a quello di orologi di precisione.
Cerchio meridiano di Reichenbach ed Ertel (1823)
Costruito da Georg Friedrich von Reichenbach e Traugott Leberecht von Ertel, il cerchio meridiano è uno strumento fondamentale per la determinazione precisa della posizione degli astri.
Permette di misurare l’istante del passaggio di una stella al meridiano e l’angolo di altezza, combinando così le informazioni necessarie per definirne la posizione. Se la posizione è già nota, lo strumento viene utilizzato per la regolazione degli orologi.
È composto da un cannocchiale che ruota attorno a un asse orizzontale e da un cerchio graduato che consente la misura degli angoli. L’intera struttura è montata su basi stabili per garantire precisione e ridurre le oscillazioni.
Telescopio di Giovanni Battista Amici (ca. 1820)
Telescopio riflettore progettato da Giovanni Battista Amici, costituito da un tubo in legno con specchio principale metallico.
Lo specchio secondario, inclinato a 45°, devia la luce verso l’oculare. Questo tipo di telescopio deriva dal modello ideato da Newton e successivamente perfezionato da Herschel.
Era dotato di cercatore di comete e diversi oculari, e rappresenta un esempio significativo dell’evoluzione della strumentazione astronomica del XIX secolo.
Cannocchiale di Fraunhofer (1821)
Realizzato da Joseph von Utzschneider e Joseph von Fraunhofer, tra i più importanti costruttori di strumenti ottici dell’epoca, questo cannocchiale fu utilizzato dal primo direttore dell’Osservatorio, Giuseppe Bianchi.
Fu impiegato per osservazioni astronomiche, in particolare di Saturno e dei suoi anelli, e successivamente per lo studio del passaggio della cometa di Halley nel 1910.
Lo strumento è tuttora funzionante e rappresenta un esempio di eccellenza nella costruzione di ottiche del XIX secolo.
Globo terrestre (1847)
Globo costruito a Parigi dalla famosa Maison Delamarche e utilizzato per la rappresentazione geografica della Terra. Era parte di un insieme comprendente anche un globo celeste e una sfera armillare, strumenti fondamentali per la didattica e la divulgazione scientifica.
Globo celeste (1847)
Prodotto dalla Maison fondata da C. F. Delamarche, rappresenta la volta celeste ed è una testimonianza significativa della tradizione scientifica e didattica legata alla cartografia astronomica.
Strumenti meteorologici e geofisici
Collettore orario di Domenico Ragona (1876)
Strumento di interesse meteorologico ideato per misurare la quantità di precipitazione ora per ora. Fu costruito dal professor Domenico Ragona, direttore dell’Osservatorio dal 1863 al 1892.
L’apparecchio era formato da un recipiente suddiviso internamente in ventiquattro scomparti, corrispondenti alle ore della giornata, e da un meccanismo a orologeria che ne regolava la rotazione. In questo modo era possibile registrare con precisione la pioggia caduta nelle diverse ore.
Pluviometro di Bianchi (1830)
Costruito da Giuseppe Bianchi, direttore dell’Osservatorio dal 1826 al 1859, questo pluviometro era destinato alla misurazione delle precipitazioni giornaliere, mensili e annuali.
Installato sulla terrazza dell’Osservatorio, consentì osservazioni continuative per un lungo periodo e rappresenta una testimonianza significativa della tradizione meteorologica modenese.
Evaporigrafo a tamburo di Domenico Ragona (1870–1890)
Questo strumento, progettato da Domenico Ragona, serviva a misurare l’evaporazione nel tempo. Il suo funzionamento si basava su una bilancia collegata a un pennino che tracciava su carta, posta su un tamburo a orologeria, l’andamento del fenomeno.
Si tratta di uno strumento particolarmente ingegnoso per l’epoca, il cui principio di misura fu utilizzato a Modena fino alla seconda metà del Novecento.
Strumenti ottici, metrici e di precisione
Microscopio Dollond (1774)
Antico strumento ottico appartenuto a Giovanni Battista Amici, realizzato in ottone e legno. Il tubo ottico cilindrico è sostenuto da supporti fissati a una base in legno con cassetto per gli accessori.
Il microscopio testimonia l’interesse per l’osservazione scientifica e la qualità delle produzioni ottiche settecentesche.
Camera lucida di Giovanni Battista Amici (1817)
Strumento ottico costruito da Giovanni Battista Amici per ottenere, su un piano da disegno, l’immagine degli oggetti osservati, facilitandone la riproduzione grafica.
È costituita da un prisma montato in una scatoletta imperniata su un’asta snodata con morsetto di fissaggio. Rappresenta una delle più note invenzioni di Amici nell’ambito dell’ottica applicata.
Macchina a dividere di Perreaux (1850)
Strumento costruito da Louis Guillaume Perreaux e appartenente al gabinetto metrico del Ducato. Era utilizzato per tracciare suddivisioni regolari e precise su pezzi da lavorare, come ad esempio le scale graduate.
Comparatore di Perreaux (1850)
Anch’esso costruito da Louis Guillaume Perreaux e appartenente al gabinetto metrico del Ducato, il comparatore era destinato al confronto di precisione fra due regoli, di cui uno assunto come campione.
È una testimonianza significativa della cultura della misura e della precisione tecnica nel XIX secolo.
Pendolo di Giuseppe Sgarbi (1815–1820)
Orologio a pendolo realizzato da Giuseppe Sgarbi per l’Osservatorio Astronomico di Modena. Strumento di elevata precisione, era utilizzato come riferimento temporale per le osservazioni astronomiche, in particolare per la registrazione dei passaggi al meridiano degli astri.
